In Israele è il giorno delle primarie del Likud. C'è poco da sperare
C'è poco da sperare: gli elettori avranno meno possibilità di incidere sull’assetto elettorale in virtù di una recente riforma
In Israele è il giorno delle primarie del Likud, il partito del primo ministro Benjamin Netanyahu. Circa 140mila elettori sono chiamati alle urne per designare i propri candidati alle elezioni di fine ottobre. Il Likud è uno dei pochi partiti israeliani a passare dalle primarie, anche se rispetto al passato i suoi sostenitori avranno meno possibilità di incidere sull’assetto elettorale in virtù di una recente riforma varata dal comitato centrale del partito secondo cui il capo del governo può riservare nove posti in lista. Tra i nomi “bloccati” da Netanyahu ci sono il ministro degli Esteri, Gideon Sa’ar, il suo collega titolare della Difesa, Israel Katz, e il presidente del Comitato centrale del Likud, Haim Katz. Le parole di un altro ministro, Itamar Ben Gvir, fanno intanto il giro del mondo. Ospite in un podcast dell’ex ostaggio Rom Braslavski, il responsabile della Sicurezza nazionale e leader del partito ultranazionalista Otzma Yehudit ha affermato che «nella Striscia dovrebbero essere effettuate uccisioni mirate, eliminando 30 o 40 persone ogni notte» e «non soltanto coloro che rappresentano una minaccia immediata»....
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