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Tra le tante novità, il voto statunitense fa emergere un altro cristianesimo

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Donald Trump ha cercato di portare oltre ogni limite il matrimonio tra politica d’odio e identitarismo religioso, arrivando a raffigurarsi come Gesù.  Il neo senatore James Talarico se ne differenzia Tra tante novità il voto statunitense fa emergere l’altro cristianesimo. J ames Talarico  ha vinto la carica di senatore del Texas. Per mesi gli avversari avevano accusato di essere gay, trans, un freak, ha invece convinto l’elettorato con la sua faccia semplice, lo sguardo limpido e la dolcezza di un cristianesimo vissuto con compassione, non brandito come un’arma.   È invece il  portabandiera di un cristianesimo pluralista. Ha parlato di un Gesù che oggi avrebbe detto ai senatori: “avevo fame e mi avere ridotto il sussidio alimentare, era malato e mi avete tolto MadicAid, ero straniero e mi avete deportato”. Così parla il pastore senatore. È uno dei new beginning Born in the USA.

L'appello dalla leadership del Villaggio Neve Shalom Wahat al-Salam!

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Condivido  l'appello pubblicato ieri dalla leadership del Villaggio agli esponenti della coalizione opposta a Netanyahu e ai leader dei partiti arabi israeliani, prima esclusi da Netanyahu e poi riammessi dalla Corte Suprema di Israele alla possibilità di essere votati pochi giorni prima delle elezioni, che hanno conquistato 19 seggi alla Knesset con la preghiera di diffonderlo. Grazie! Wahat al-Salam - Neve Shalom è un villaggio in cui cittadini arabi ed ebrei di Israele vivono insieme per scelta. I residenti condividono le loro vite e gestiscono congiuntamente gli affari quotidiani e le istituzioni del villaggio, sulla base della piena uguaglianza e di un impegno condiviso per la giustizia, la pace, la libertà e l’uguaglianza, sia all’interno del Paese che in tutta la regione.  Vi invitiamo a venirci a trovare, a conoscere la nostra comunità e il suo stile di vita, e a vedere con i vostri occhi come, anche di fronte a una realtà difficile e nonostante le divergenze di opinio...

Messaggio finale della 2a Assemblea della Rete Sinodale

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UNA CHIESA ALTRA È POSSIBILE, ANZI STA GIÀ NASCENDO Messaggio al Popolo di Dio che è in Italia Carissime sorelle e carissimi fratelli, vi scriviamo con il cuore colmo di speranza e di gratitudine. Ci siamo ritrovati il 24 e 25 ottobre a Frascati in quasi duecento, membri delle sigle che formano la Rete Sinodale e di molte altre realtà, per la nostra seconda assemblea nazionale dopo la prima tappa di Assisi nel febbraio del 2025. Ci siamo interrogati su una chiamata che sentiamo urgente: che cosa significa oggi sognare, praticare e far crescere non un’altra Chiesa, ma una  Chiesa altra ? Una Chiesa cioè accogliente, aperta, sororale, comunitaria, che ascolta i bisogni di tutti e tutte, radicata nella corresponsabilità battesimale e capace di mettere davvero al centro le persone rese socialmente ultime. Non siamo partiti da teorie astratte, ma dall'ascolto di cammini in cui questa novità evangelica respira già: nell’ ospitalità eucaristica  verso i cristiani delle altre confessi...

Dodici vescovi con Trump: "Non era nostra intenzione"

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Dodici vescovi cattolici che pregano intorno a Trump nello Studio Ovale, a pochi giorni dalle elezioni di midterm, non erano passati inosservati. Giovedì la Casa Bianca ha diffuso il video, ma tre dei vescovi si sono fatti avanti per denunciare la «manipolazione» dell'evento, trasformato in una «photo opportunity politica. James Golka di Denver: «Non era mia intenzione dare un endorsement» ;  Jeffrey Grob di Milwaukee: «Non avremmo mai dovuto essere messi in questa posizione dalla Casa Bianca»  William Joensen di Des Moines: «Molte cose legate a questa amministrazione sono in contrasto con la nostra fede cattolica». Un membro del think tank Heritage Foundation li ha invitati alla Casa Bianca per parlare «di immigrazione, visti per i religiosi e dignità umana» con la possibilità di pregare in privato col presidente; dopo go minuti con lo staff sono stati condotti nello Studio Ovale, hanno ricevuto gadget in dono ed è stato chiesto loro di mettersi intorno a Trump a pregare. Non...

Vescovi con la tessera. Così Pechino ridisegna la Chiesa cattolica cinese

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A otto anni dall’accordo sino-vaticano, Pechino colloca i vertici dell’Associazione patriottica alla guida delle diocesi. Per Nina Shea (Hudson Institute) la Chiesa fedele a Roma ne paga il prezzo e rischia di spegnersi Il mese scorso Chongqing ha avuto un nuovo arcivescovo. Si chiama  Andrea Ding , ha 44 anni, fino a poco fa era un semplice parroco e il suo incarico più rilevante era la vicesegreteria del Consiglio dei vescovi cinesi, organismo legato all’Associazione patriottica cattolica. Più o meno negli stessi giorni a Zhangjiakou è arrivato  Giuseppe Wang , vicedirettore dell’Associazione nell’Hebei, prendendo il posto di  Agostino Cui Tai , detenuto per anni dal governo cinese e messo a riposo dal Vaticano senza che nessuno abbia chiarito se oggi sia libero.  Per   Nina Shea , che dirige il Center for Religious Freedom dell’Hudson Institute,   sono gli ultimi tasselli di un disegno preciso . L’accordo del 2018, il cui testo non è mai stato reso pubbl...

Dialogo cattolico – metodista, verso la piena comunione

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Terminata la 12esima fase del dialogo cattolico metodista. Il riconoscimento del credo comune e la necessità di passi verso la piena comunione Al termine  della 12esima fase del dialogo cattolico – metodista, avviato nel 1967 con una commissione che si è rinnovata più volte, il comunicato finale rimarca il  kairos  dell’attuale dialogo ecumenico, il momento opportuno perché si arrivi finalmente alla piena comunione.  Dopo   l’ultima riunione plenaria, svoltasi in  El Salvador nel 2025 , i lavori sono proseguiti a distanza per la redazione del rapporto relativo a questa fase del dialogo . Il 7 ottobre, i membri hanno approvato il testo del rapporto, intitolato   Una sola fede e un solo ministero al servizio del mondo: riflessioni su unità e diversità per la missione della Chiesa , che – sottolinea il comunicato – “sarà pubblicato nei prossimi mesi, quando saranno completate le necessarie procedure istituzionali”, e sarà poi presentato per la recezione a...

Teologia e interessi dietro i duelli tra ayatollah (Houthi) e Arabia

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Sotto le bandiere della fede si muovono interessi molto terreni: il controllo del Golfo e dei suoi Stretti — da Hormuz a Bab el-Mandeb — da cui passa il petrolio del mondo, e il primato sulla regione. Ma anche la sopravvivenza di due regimi. Nell’anno 930 i Qarmati, una setta sciita radicale, entrano alla Mecca durante il pellegrinaggio, fanno strage di fedeli e si portano via la Pietra Nera. Undici secoli dopo, il quotidiano saudita Okaz rispolvera quel nome per gli Houthi. Faranno la stessa fine, scrive. Pochi giorni prima il Gran Mufti del regno, Saleh al-Fawzan, chiama la milizia yemenita un «gruppo del male» e dice ai soldati al fronte che «difendono i luoghi sacri dei musulmani», sulle orme dei Compagni del Profeta.  Ci si aspetta che il Mufti parli di fede. Ma alla fede, qui, si intrecciano gli interessi della regione: il petrolio e il primato sul Golfo. Dietro, si intravede anche lo scontro che da quasi mezzo secolo si combatte per interposta milizia, quello tra Arabia Saud...