Cristianesimo e Islam: Domanda e risposta sul tema del femminile
Venerdì 20 febbraio nella Parrocchia della Trinità di Mestre si è svolto un incontro sul tema “La verità nella ricerca di Dio: Incontro tra religioni”. Al dialogo tra don Fabiano Longoni e l’imam Kamel Layachi è seguito un dibattito ed una delle domande poste ha riguardato il ruolo della donna. La trascrizione della domanda e delle risposte che qui si riporta risente del parlato.
Domanda: Nella Chiesa cattolica il ruolo della donna si è evoluto, nel senso che ad esempio soltanto 50 anni fa aveva un ruolo molto diverso che la cultura di oggi non accetta più. In generale nelle chiese cristiane c'è una discussione, un'evoluzione con diversi esiti. Ad esempio, nella Chiesa cattolica, non esiste ancora il sacerdozio femminile, mentre nelle chiese evangeliche le donne possono essere pastori o rivestire ruoli dirigenziali che un tempo erano riservati solo agli uomini.
La domanda è se pensate che la ricerca della verità comporti anche un evolvere nel tempo con possibili cambiamenti: di conseguenza quale pensate sia oggi e in futuro il ruolo delle donne nel Cristianesimo e nell'Islam.
Don Fabiano: La parte più difficile la prendo io perché quasi tutta la domanda era sull'evoluzione del mondo cristiano è un argomento che si discute voi sapete o forse non sapete ma ve lo dico io che c'è stato un sinodo nell'arco di questi due anni dove si è molto discuso anche del ruolo femminile nell'ambito delle chiese e della chiesa cattolica in particolare io mi riferisco a questo, Credo che ci sia un'evoluzione nella religione cristiana, ma l'evoluzione non comporta un'evoluzione sui contenuti fondamentali, quelli sono intoccabili, ma chiaramente all'interno di quelli che sono i costumi e le modalità con cui questa fede viene pro- posta e vissuta Ora, il ruolo della donna deve sempre acquisire maggiore importanza, fin da Papa Giovanni Paolo II questo è avvenuto con una sua famosa enciclica sul ruolo femminile, però, ma il femminile deve trovare anche uno spazio all'interno della comunità. Noi sacerdoti stiamo guardando, con attenzione al ruolo femminile nelle nostre comunità. Le nostre comunità non nascondiamocelo debbono tutto o quasi alle donne, nel senso che la loro volontà, la loro presenza, la loro cura soprattutto nei confronti delle persone deboli è fondamentale e imprescindibile.
Imam Kamel: Il tema dei giovani e delle donne sono due temi che richiederebbero più spazio e più tempo. Che cosa posso dire in questo momento... Accade che l'errore che si fa spesso, quando si guarda alla realtà della donna nelle società musulmane è di confondere due piani: 1) la posizione della donna musulmana nell'Islam e quindi nei testi scritturali dell'Islam e nella storia del mondo islamico e 2) quello della donna musulmana nelle attuali società a maggioranza musulmana. Oggi è vero che in alcune realtà del mondo islamico la donna musulmana occupa una posizione retrograda. Magari molte donne musulmane non possono frequentare la scuola, non possono avere un ruolo sociale, sono discriminate, in certi casi vengono sottoposte anche a fatwa e pareri giuridici che sono veramente discriminanti. E questo viene denunciato sistematicamente da numerosi studiosi musulmani, dicendo che questo tradisce le fondamenta dei testi sacri dell'Islam, che questa è una interpretazione letteralista dei testi sacri, integralista in certi casi. E che noi musulmani rimandiamo al mittente ...all'interno del mondo islamico, ve lo posso garantire per conoscenza diretta di queste problematiche in Occidente. All’interno delle nostre comunità musulmane c'è un travaglio in corso, un lavoro all'interno delle società islamiche e all'interno delle comunità musulmane che vivono stabilmente in Occidente per cambiare le cose. È un percorso lungo? Sì, è un percorso che richiede tanti sacrifici. Ma è un percorso che parte dai testi sacri dell'Islam. Noi vogliamo lottare contro qualsiasi forma di fanatismo, di estremismo, di integralismo, di discriminazione nei confronti della donna musulmana partendo dai nostri Testi Sacri e non da sollecitazioni esterne perché diventerebbero controproducenti partendo da come, Mohammed il nostro amato profeta, ha considerato la donna. Vogliamo anche noi musulmani riconoscere quello che l'Islam ha riconosciuto per la donna musulmana.
È l'Islam che mi dice che la donna è metà della società, forse in certi casi più della metà. Le donne musulmane sono state teologhe nella storia del mondo islamico e in questo momento nel mondo contemporaneo abbiamo teologhe musulmane di altissima qualità e sono persone capaci di produrre anche pensiero, di produrre anche visioni al mondo islamico. Prendiamo un nome, quello di una teologa musulmana italiana. Lei si chiama Francesca Bocca, andate a cercare questo nome e vedrete che cosa fa questa donna nella comunità islamica di Piacenza e anche a livello nazionale è una donna veramente che ha studiato diciamo in diverse università rinomate in Germania, nel Qatar. Un’altra è la dottoressa Nibras Breghes di Trento, lei ha un dottorato e sta lavorando oggi all'interno delle nostre comunità soprattutto con le giovani generazioni abbiamo nelle nostre comunità in Italia quattro centri culturali islamici li chiamiamo presieduti da donne non da uomini quindi è una novità assoluta all'interno delle nostre comunità, che andrà crescendo nel tempo perché sono persone competenti capaci di costruire, di progettare, di sviluppare le comunità avendo una solida formazione. L'associazione nazionale degli imam d'Italia si chiama: Associazione nazionale imam e guide religiose al femminile. Quindi l'imam guida la liturgia e presenzia al sermone del venerdì, ma il ruolo della donna musulmana nella formazione nell'educare è centrale nella nostra comunità. Noi non possiamo concepire una comunità islamica dove la donna è messa in disparte o in minoranza perché l'islam non lo vuole.
(L'intero dialogo registrato è disponibile a questo link:
https://www.youtube.com/watch?v=29l60AC8t8Q&t=500s)

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