Il caso Hannoun e l'ipotizzata rete per il finanziamento di Hms. Cosa penso io
Premetto che in Italia esiste la presunzione di innocenza fino alla conferma definitiva dopo i tre gradi di giudizio. Qui siamo in una fase ancora preliminare, alla fine della fase istruttoria, ma che fa comodo ad alcune forze politiche per criminalizzare il movimento di sostegno dei palestinesi contro il massacro indiscriminato e i crimini di guerra di Israele (non degli ebrei) dopo il 7 ottobre che, per me, è stato l’ennesimo atto terroristico contro civili inermi.
Spero che le accuse non saranno provate e diffido delle fonti israeliane che le supportano, come diffido di ogni informazione gestita da Hms. Almeno un po’ di sale sulla coda di entrambi va certamente messa e la libertà di stampa in quelle zone non è certo permessa o almeno non prendendo informazioni dirette sul campo che sono precluse: ci si deve affidare alle veline passate dalle due parti.
Sono stato 6 volte in quelle terre, due volte organizzato in gruppi e quattro volte da solo con al massimo altri due compagni di viaggio. Quando visiti in questo secondo modo “vedi” molto di più che non in un pellegrinaggio e son sempre tornato sempre più scandalizzato dal modo ignominioso nel quale vedevo gli israeliani trattare i palestinesi. Mi son sempre anche sorpreso della poca attenzione che veniva dato a quanto accadeva in Cisgiordania rispetto a Gaza. Eppure dal 1 gennaio al 6 ottobre 2023 i palestinesi uccisi in quella regione erano stati secondo alcune fonti internazionali almeno 287 senza contare tutti gli altri atti di violenza quotidiana. Tutto questo pareva non esistere.
Non è questo lo spazio per ricordare fatti storici come un tempo Israele e Persia andavano a braccetto, cosa sia accaduto poi con l’avvento di Khomeini, come siano nati i movimenti degli hezbollah e poi di Hms, come questi abbiano preso piede, come siano stati “sfruttati” e da chi per dividere l’OLP, come anche sia necessario alzare un po’ lo sguardo da terra e dal proprio ombelico per capire cosa e come si stia muovendo lo scenario mediorientale. Tutto questo offre uno sguardo ampio più reale, meno fazioso.
Tornando al movimento proPal è indubbio che abbia avuto ed abbia più anime anche contrapposte passando da quella sinceramente a fianco del popolo palestinese, a quella estrema sotto lo slogan “Palestina dal fiume al mare” negando la possibilità di esistenza di uno stato Israeliano. A queste vanno aggiunte frange estremiste violente fine a loro stesse.
Mi ha sempre sorpreso come le prime nominate chiaramente di matrice non violenta potessero accettare di manifestare assieme alle altre senza porre alcuna distinzione, candendo nell’ambiguità di poter essere lette anch’esse come sostenitrici di Hms: non ho mai sentito una parola per prenderne le distanze. Anzi ho sentito da loro giustificare il 7 ottobre come un atto di resistenza palestinese o l’affermare come risposta ad una precisa domanda dopo un’ora di intervento di doverosa denuncia di Israele: “Cosa vuole, Hms si è lasciata prendere la mano!”. A mio avviso questo è inaccettabile ed è cecità politica che offende l’intelligenza delle persone.
Inoltre non ho mai sentito una parola a favore di tutti quei tentativi di convivenza in quella terra tra le tre religioni abramitiche, di quei movimenti che cercano soluzioni pacifiche alla situazione di guerra e non sono pochi. Mai una parola di sostegno alle manifestazioni in Israele contro l’azione di massacri indiscriminati del loro Governo. Solo denunce contro Israele quando un volontario internazionali in Cisgiordania viene nella migliore delle ipotesi bastonato, ma non solidarietà attiva verso di lui e del suo movimento che lo ha coscientemente portato a suo rischio in quel territorio.
A mio avviso poi lo slogan "Ponti non Muri" avrebbe dovuto mirare a creare e sostenere chi ponti tra palestinesi e israeliani li hanno creati e vi perseverano, non solo movimenti di solidarietà tra l'Italia e i palestinesi.
Non ho mai accettato di manifestare sotto le uniche bandiere di Hms e Palestina specialmente in quelle occasioni nelle quali erano preventivamente bandite quella della pace, sparite anche dalle mani movimento pacifista pro-Pal.
Concludendo non mi ha sorpreso la notizia che ci siano finanziamenti occulti ad Hms anche dall’Europa e dall’Italia. Gravi sono le modalità che hanno portato ad ingannare chi ha donato pensando di fare un’opera di solidarietà a chi non ha più nulla. Come anche mi interpellano la carenza di informazioni sulle fonti di finanziamento di operazioni mediatiche importanti ed imponenti che non metto in discussione sulla loro opportunità.
Nessuno spazio va poi tolto dalla denuncia dell’agire al di fuori del contesto di legalità internazionale di Israele e dei suoi crimini di guerra e contro l’umanità, come pure del suo scivolare progressivamente fuori dall’essere un regime democratico, processo che ha origini oramai purtroppo lontane ma il cui popolo ancora resiste senza alcun appoggio internazionale.
Se poi si desidera essere davvero “operatori di pace” è necessario farsi carico delle esigenze di ambedue la parti, non certamente di una sola…
(BiGio)
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