Premessa n. 1: il presepe non appartiene alla tradizione protestante, ma a me piace, specie nelle versioni semplici e nelle "riletture", magari non troppo audaci (sono pur sempre un uomo di chiesa ormai anziano), ma che possano stimolare anziché rimbambire. Premessa n. 2: la tradizione cristiana mi è molto cara. Sono italiano e dunque l'ho conosciuta anzitutto in una forma dalla quale ho poi ritenuto di dover prendere le distanze, in nome di Gesù. Però, con tutti i suoi santi, un bel po' di Madonne e persino con i papi propinati a pranzo e a cena, il cattolicesimo italiano mi ha comunque parlato di Gesù in modo abbastanza chiaro da farmi venir voglia di provare a essere cristiano. La tradizione cattolica, dunque, è, in parte, ma realmente, anche la mia. Ma: il presepe «rende più profonde le radici»? Bisognerebbe capire quali. Le radici della fede, cara Presidente, qualunque sia la confessione, sono nella Bibbia e non nel presepe, Il presepe parla di «dignità»? Sì,...