L'Europa ora è sola
È un’Europa al meglio subalterna, dipendente e parassitaria e al peggio nemica e antagonistica, quella tratteggiata da questa seconda National Security Strategy dell’amministrazione Trump. Che riecheggia quanto già il Vicepresidente JD Vance aveva detto nel suo controverso intervento alla conferenza sulla sicurezza di Monaco del febbraio scorso. Un’Europa – e più in generale uno spazio nordatlantico – sui quali viene proiettato un modello d’identità – nazionale e occidentale – essenzialista e razziale: bianco e cristiano. Antitetico a quello sovranazionale e cosmopolita del processo d’integrazione europeo e, oggi, dell’UE. Modello, secondo la NSS e tante politiche dell’amministrazione Trump, da ripristinare con azioni atte a riaffermare questa identità, chiudendo le frontiere e promovendo un’aggressiva campagna di espulsioni e di “re-immigrazione” di chi a questa identità non appartiene. Che gli alleati europei devono imitare, pena – si afferma in uno scioccante passaggio del documento – la loro trasformazione in stati a maggioranza “non-europea” più inclini, in quanto tali, a mettere in discussione il loro schieramento occidentale
(Mario Del Pero, ISPI e Sciences Po)
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