La strategica Via della Seta tra Cina e Teheran
Da quando il 13 aprile è scattato il blocco americano sull’Iran attorno allo Stretto di Hormuz, è aumentato il traffico via treno dalla Cina a Teheran. Pechino sta dunque aiutando la Repubblica islamica a resistere più a lungo all’assedio imposto da Trump.
Oggi si vede quanto la Via della Seta avesse una natura strategica, non solo commerciale. La frequenza dei convogli dalla Cina all’Iran era settimanale quando le petroliere e i cargo della Repubblica islamica attraversavano ancora Hormuz. Nell’ultimo mese invece ne partono e tornano tre o quattro alla settimana, riferisce l’agenzia Bloomberg. È impossibile conoscere il contenuto dei convogli, ma fonti citate dalla newsletter «Eurointelligence» riportano modelli di scambio in parte già visti fra la Cina e la Russia dopo le sanzioni partite nel 2022. La Cina probabilmente vende all’Iran elettronica, componenti di veicoli, generatori elettrici e potenzialmente parti di missili e droni. L’Iran invece esporta prodotti petrolchimici, dal valore unitario più alto rispetto al greggio. Un convoglio di cento vagoni trasporta circa 60 mila barili: molto meno dei due milioni contenuti dalle grandi petroliere. Ma aiuta Teheran a mantenere un fatturato da export simile a quello degli anni 2020-2022. Non a caso, dal mese prossimo, sembra previsto un ulteriore aumento della frequenza dei treni fra Xi’an e Teheran.
(da Federico Fubini)
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