UE - Israele: i 27 rimangono divisi
Dalla Cisgiordania al Libano e Gaza: cresce la pressione per rivedere i rapporti con Tel Aviv, ma i 27 restano spaccati. Sullo sfondo, l’asse Netanyahu-Trump ridefinisce gli equilibri e aumenta i costi dell’inazione europea.
La decisione del Consiglio dei ministri degli Esteri dell’UE di non sospendere l’accordo di associazione con Israele, nonostante le crescenti pressioni politiche e sociali, mette ancora una volta in evidenza le profonde divisioni tra gli stati europei e la loro incapacità di agire in modo coerente ed efficace sul piano esterno. Questa mancanza di consenso indebolisce la credibilità e il peso politico dell’Unione e svuota di significato i suoi richiami ai diritti umani e ai principi democratici, esponendola sempre più alle critiche di doppio standard da parte dei paesi mediorientali
(Valeria Talbot, Head ISPI MENA Centre)
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