La testimonianza di Huda

Una volontaria della Caritas ha chiesto ad Huda, la donna palestinese ospitata al Lido di Venezia di scrivere un testo che è poi stato letto in una delle fermate della Via Crucis. Eccolo qui di seguito



Cari amici del generoso popolo italiano, buonasera, sono una persona semplice. Vivevo una vita normale a Gaza, in Palestina. Avevo una casa, una famiglia e piccoli sogni, come ogni essere umano in questo mondo. Nonostante tutte le difficoltà, vivevamo, ridevamo, facevamo progetti per il futuro e cercavamo di costruire una vita il più possibile normale.

Ma la guerra non lascia all’essere umano la possibilità di essere normale.

Ho vissuto la guerra in tutti i suoi dettagli più duri… ho visto la paura negli occhi dei bambini, ho sentito il suono delle esplosioni che non si dimenticano e ho provato la sensazione che la vita che conoscevamo stesse scomparendo giorno dopo giorno.

In guerra, una persona non perde solo la propria casa, ma perde anche il senso di sicurezza, la stabilità e a volte una parte di sé.

La guerra non fa differenze… non chiede l’età, non chiede dei sogni, non chiede dell’innocenza. Prende soltanto… e continua a prendere.

La nostra vita è cambiata completamente. Non pensavamo più al futuro, ma solo a come sopravvivere al giorno successivo. Non sognavamo più, ma cercavamo solo di proteggere ciò che restava delle nostre vite. A un certo punto abbiamo capito che restare non era più possibile e che fuggire non era più una scelta, ma una necessità.

Per questo siamo venuti in Italia. Non siamo venuti in cerca del lusso né di una vita comoda, ma siamo venuti a cercare una cosa molto semplice… la sicurezza.

E qui, in questo Paese, abbiamo trovato ciò che ci mancava. Abbiamo trovato la pace. Abbiamo trovato la tranquillità. Abbiamo trovato una possibilità di ricominciare. L’Italia non è stata solo un luogo in cui vivere, ma un nuovo inizio per noi.

E il popolo italiano non è stato solo una società che ci ha accolti, ma una vera umanità. Abbiamo visto la compassione nei volti delle persone, abbiamo sentito il calore nel loro modo di fare e abbiamo ricevuto aiuto senza esitazione. Dal profondo del mio cuore, dico: grazie. 

Grazie a ogni persona che ci ha teso la mano, a ogni parola gentile, a ogni gesto umano che ci ha 

 restituito un po’ di speranza. Non ci avete dato solo aiuto, ma ci avete fatto sentire che non siamo soli.

Oggi, mentre sono qui davanti a voi, non parlo solo della mia sofferenza, ma di un messaggio in cui credo profondamente. La guerra non è una soluzione. La guerra non costruisce, ma distrugge. Non unisce, ma divide. Non dà la vita, ma la toglie. La pace è la vera scelta. La pace è l’unica strada che protegge la dignità dell’essere umano. Il mio messaggio a voi, e a tutti i popoli del mondo: scegliete la pace prima che sia la guerra a imporsi. Scegliete il dialogo prima che parlino le armi. Scegliete l’umanità prima che si perda.

Non vogliamo che qualcuno viva ciò che abbiamo vissuto, né che un bambino veda ciò che abbiamo visto, né che una persona perda la vita a causa della guerra. Vogliamo un mondo più giusto più compassionevole più umano.

E alla fine, vi dico ancora: grazie Italia, grazie al suo popolo, e grazie a ogni cuore che ha scelto di essere umano. Spero che arrivi un giorno in cui tutti noi vivremo. in pace.

Grazie.

(dalla pagina Facebook di Mimmo Risica)

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