A Beatrice Venezi consiglio: prima guardare la trave sul proprio occhio …
La violenta reazione della Venezi all’annuncio che non sarà più il Direttore Stabile del Teatro La Fenice (non si tratta di un licenziamento perché non è mai stata assunta e, in ogni caso, non sarebbe stata un dipendente ma un dirigente, ndr) mi porta a proporvi una ricerca: cercate gli interventi della Venezi da ottobre ad oggi e si constaterà che ha costantemente offeso e denigrato l’Orchestra e il Teatro. Lei, povera, afferma di essere incompresa e che le sue affermazioni sono state travisate. In questo caso avrebbe ragione il detto veneziano "parla per dare aria alla bocca", ma non mi pare e non è il suo caso.
Nonostante questo, al di là di recriminazioni procedurali non rispettate e di incontestabili rilievi sul livello di esperienza decisamente inferiore a quelli che l’hanno preceduta e il non aver mai prima avuto rapporti professionali con il Teatro, al suo contrario mai nessuna offesa è stata pronunciata dai lavoratori del Teatro attraverso i Sindacati e i loro Organi rappresentativi. La Venezi fa riferimento ai "social" ma su questi i leoni da tastiera sono stati impietosamente anche volgari con tutte le due parti.
È sempre stata difesa da Giuli, dal Sovrintendente (contro il quale oggi si scaglia), da Mazza, da Brugnaro (il cui silenzio oggi è assordante) esprimendo anche apprezzamenti sul suo essere giovane e bella come qualità che supplivano carenze di curriculum a mio avviso imbarazzanti nel loro sessismo. Interventi, in particolare quelli di Brugnaro, che hanno sempre più allargato il solco invece che di ridurlo gettando ponti (anche questo merita una ricerca per rendersene conto). La Signor ha anche accettato di essere presentata lo scorso febbraio alla convention "La Ripartenza" da Andrea Ruggeri come una figa bestiale che quattro pippe di orchestrali sindacalizzati non vogliono a Venezia, parole offensive nei suoi confronti e dei lavoratori della Fenice dalle quali non ha preso le distanze.
Inviterei lei e chi con lei ha ipotizzato che, chi non la voleva, lo faceva per progetti elettorali di dire chi oggi sono nelle liste. Circa il nonnismo e le “spintarelle” avute nei Concorsi Internazionali per entrare nell’Orchestra bisogna invitarla non solo di fare i due nomi (su di un organico più o meno di 110 elementi), ma anche di portare le prove, altrimenti è fuffa, discorsi che sarebbe meglio rimanessero nei bar ed è lei che merita una denuncia per diffamazione (assieme ad altre affermazioni lesive della dignità dei lavoratori e della Fondazione).
Mi sa che quello che le brucia più che altro è la perdita di circa mezzo milione di euro al quale si ipotizza sarebbe ammontato il suo compenso; è a questo che mirerà attraverso carte bollate?
Una nomina fatta troppo in fretta con un anno di anticipo sull’ingresso in carica. Avrebbero avuto tutto il tempo per farle fare almeno un paio di concerti e poi si sarebbe potuto parlare e confrontarsi serenamente sul merito. Tutto questo mostra che il povero Sovrintendete è stato spinto ad un azzardo e poi oggi lasciato solo sulla graticola pur di rifarsi il trucco dopo la batosta referendaria e le prossime amministrative. A pensar male a volte si indovina, si dice ...
(BiGio)
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