Nuova riaffermazione del CdI sulla Venezi e conseguenti dimissioni di Tortato. Io la vedo così ...

Complimenti a Brugnaro che, come Sindaco uscente, cerca di blindare con il Consiglio di Indirizzo la nomina della Venezi alla Fenice con un festante Federico Mollicone, responsabile cultura di Fratelli d'Italia, che gaudente afferma: «Auspichiamo che questo passaggio possa riportare l'armonia all'interno di questa prestigiosa istituzione»….se sono queste le modalità: auguri!



Perderanno un po’ di abbonati? A loro di questi non importa nulla anche se sono la città. D’altra parte rappresentano solo il 30% degli spettatori e se non rinnoveranno l’abbonamento libereranno solo posti per altri biglietti venduti a caro prezzo ai turisti. Quindi che la Fenice sia a Venezia per loro è un caso e del rapporto con la città non gliene può calar de meno.  D’altra parte le due amministrazioni Brugnaro non hanno forse portato a compimento la scelta di una monocultura turistica a Venezia? Quindi lui è coerente con se stesso.

Dopo questo CdI sono però giunte le dimissioni del Maestro Alessandro Tortato nominato dal Mic che era “casualmente” assente ieri per motivi familiari. Un suo sussulto di dignità che esprime distanza dal Mic che ha sempre difeso la Venezi ma che lascia uno spazio aperto che sarà probabilmente coperto velocemente con un nominativo favorevole alla nomina. Non certo una cosa buona per il Teatro.

C’è anche da chiedersi il perché il Presidente del CdI della Fenice con il Sovrintendente abbia sentito la necessità di riaffermare la scelta del Direttore Musicale proprio in questo momento nel quale sta per lasciare il suo ruolo. Incertezza su chi sarà il nuovo Sindaco che avrebbe potuto rimettere tutto in discussione? Spera così di togliere un problema al successore nel caso sia quello da lui indicato?

In ogni caso è un’ulteriore riaffermazione dell’arroganza di Brugnaro sbagliata nel metodo, nei tempi e nel significato politico che certo non agevola un riavvicinamento. Tutt’altro.

Il suo comportamento è quello di un padrone vecchio stampo e non ha capito che le Fondazioni Lirico-sinfoniche sono degli organismi che vanno “governati” e non “comandati”. Lascio perdere la figura del Sovrintendente la cui “autonomia” pare essere inesistente e i contenuti risibili della sua lunga lettera capaci di fare solo tenerezza ma che portano ovviamente ad approfondire il solco con i lavoratori. A questo è stato maldestramente teso ogni loro intervento, Venezi inclusa.

A proposito di questa, sono curioso di vedere come se la caverà a dirigere una massa di “pippe” così come in sua presenza sono stati definiti Orchestra e Coro del Teatro La Fenice senza che lei dicesse poi in seguito una parola in merito, quindi accettando non facendo certo così una “bella” figura. Se è questa la sua considerazione …

(BiGio)

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