Festa della Donna: Donna e cristianesimo oggi, tra Vangelo, storia e futuro
Parlare oggi di donna e cristianesimo non significa inseguire una polemica culturale, né fare una "difesa d'ufficio" della Chiesa. Significa tornare al punto sorgivo: Gesù e il suo modo di guardare la donna.
Nel Vangelo, infatti, la donna non è una figura di contorno. È spesso soggetto spirituale, interlocutrice, testimone, discepola. La Chiesa, lungo i secoli, ha conosciuto anche contraddizioni e ritardi (inermi di fronte a mentalità patriarcali, strutture sociali ingiuste, riduzioni moralistiche). Ma nel cuore del cristianesimo resta una certezza: la dignità della donna è iscritta nella logica dell'Incarnazione.
Il cristianesimo, quando è fedele a se stesso, non "usa" la donna come simbolo: la riconosce come persona, coscienza, vocazione. Gesù e le donne: una rivoluzione senza clamore. Nel contesto storico del I secolo, Gesù compie gesti dirompenti con una naturalezza disarmante:
· parla con la samaritana e le affida una parola che diventa missione (Gv 4);
· difende la donna accusata e la restituisce alla dignità (Gv 8);
· accoglie la donna peccatrice non come problema morale, ma come persona ferita capace di amore (Lc 7);
· si lascia toccare e curare da una donna malata, senza umiliarla (Mc 5);
· si fa seguire da donne che lo sostengono e partecipano alla sua missione (Lc 8,1-3);
· soprattutto, dopo la Risurrezione, affida alle donne il primo annuncio: Maria di Magdala è "apostola degli apostoli" (Gv 20).
Questi episodi dicono una cosa chiara: Gesù non "concede spazio" alle donne: le riconosce già pienamente dentro la storia della salvezza.
Una delle prospettive più feconde oggi è smettere di pensare la donna solo in termini di "ruolo ecclesiale" e tornare a una parola biblica più profonda: alleanza.
L'alleanza è ciò che Dio costruisce con l'umanità: non una gerarchia di valore, ma una comunione di vocazioni. La donna, nella tradizione biblica, è spesso legata a immagini di:
· sapienza (Proverbi, Siracide);
· custodia della vita;
· resistenza nella fede
· memoria
· resistenza nella fede
· capacità di generare futuro.
In questo senso, oggi il contributo femminile non è semplicemente "utile": è necessario per una Chiesa che voglia parlare all'uomo contemporaneo, alle ferite affettive, alle solitudini, alle famiglie fragili, ai giovani disorientati.
don Fabiano Longoni

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