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Visualizzazione dei post da settembre, 2026

Un mese dopo. Quale l'eredità di Enzo?

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  A un mese esatto dalla morte di Enzo Bianchi ci si può chiedere con più serenità quale sia il lascito della sua vita. La mia risposta è Bose che, dalla sua fondazione fino alla sua morte, Enzo agli occhi del mondo ne è certamente stato il volto più riconoscibile . Ho conosciuto altre realtà cresciute intorno a una personalità carismatica ma che non sono riuscite ad andare oltre al loro fondatore. Alcune si sono dissolte rapidamente. Altre sono sopravvissute come semplici custodi della memoria.  Ma Bose è una vicenda diversa perché ciò che è stato generato possiede una vita propria e fin dalla metà degli anni ottanta non è più stata solo Enzo. Molti si sono fermati a leggere l’ultimo decennio, le tensioni, le incomprensioni, le sofferenze che hanno accompagnato la separazione tra Enzo Bianchi e la comunità da lui fondata. Ma Enzo e Bose non sono solo questo e l’avvio per una riconciliazione richiesto ed accettato senza remora o condizione alcuna lo testimonia. Prima delle dif...

Gabriele Boccacini sintetizza la sua posizione sul conflitto israelo-palestinese

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Gabriele Boccacini sintetizza la sua posizione sul conflitto israelo-palestinese che io condivido totalmente (1) Sono pro-palestinese ma (proprio per questo) anti Hamas; sono anti-Netanyahu ma non anti-israeliano. Insomma sono pro-Israele e pro-Palestina e non sono anti- alcuno dei due. Non voglio avere nulla a che fare politicamente con chi si mischia con gli estremisti e i fanatici religiosi (siano essi israeliani o palestinesi) o con chi li tollera come compagni di viaggio. (2) I crimini sono crimini, chiunque li commetta (palestinesi o israeliani). Quindi e' bene che vengano fuori, che se ne discuta e che si ricerchi la verita' su di essi, senza censure o pregiudizi. Non c'e' crimine degli uni che giustifichi i crimini degli altri,. Le responsabilta' pero' sono sempre individuali e mai devono trasformarsi in atteggiamenti razzisti nei confronti di tutti i membri dell'uno o dell'altro popolo. (3) La pieta' umana non e' selettiva, si rivolge a ...

ONU il vecchio e il nuovo ordine

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All’Assemblea generale dell’Onu, Guterres si congeda tra gli applausi: nessuna potenza, dice, è davvero “super”. Poi sale sul podio Trump e minaccia l’Iran. Il vecchio ordine esce di scena, il nuovo subentra. L’Assemblea generale 2026 ci consegna una buona e una cattiva notizia. La buona è che, nonostante il senso di declino e impotenza che accompagnano da tempo l’Onu, quasi 130 leader mondiali partecipano al rito annuale dell’Assemblea generale e, soprattutto, Stati Uniti e Iran – in guerra e senza relazioni diplomatiche dirette – hanno trovato proprio al Palazzo di vetro un luogo dove parlarsi. Un canale aperto, quando tutto il resto sembra chiuso. La cattiva notizia è che Trump ha usato il discorso a New York per ribadire la sua concezione dell’ordine mondiale, il suo dubbio amletico sull’Iran: “accordo oppure spazzerò via il Paese”. È la traduzione della sua “ own morality ”: la forza e il giudizio del presidente che prevale sulle regole comuni, sulla legittimità e sul diritto inte...

Una dichiarazione di Sadmir Aliovski chiarificatrice

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Sadmir Aliovski, presidente e Ministro di Culto della Comunità Islamica Veneziana ha rilasciato a Il Gazzettino una dichiarazione che rispecchia quanto ho capito frequentando alcune comunità islamiche. «Ritengo  che il diritto di culto sia un diritto fondamentale e che la libertà religiosa appartenga intrinsecamente alla persona. Allo stesso modo, sono pienamente d'accordo sul fatto che la libertà, la dignità e i diritti delle donne debbano essere garantiti e rispettati, così come sancito dalla Costituzione italiana». E  Aliovski  ammette: «Purtroppo, dobbiamo riconoscere che nel mondo musulmano esistono ancora situazioni di discriminazione, imposizione e mancanza di rispetto nei confronti delle donne. Proprio per questo è importante distinguere tra la religione e le usanze, le tradizioni e le culture presenti nei diversi Paesi a maggioranza musulmana. Per esempio, fenomeni come le cosiddette "spose bambine" non possono essere attribuiti automaticamente all'Islam, in ...

Honduras, gli sfollati invisibili di una crisi dimenticata

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La drammatica emergenza umanitaria in un Paese in preda a una crisi silenziosa che coinvolge migliaia di persone e che secondo il rapporto del Norwegian Refugee Council è al sesto posto tra le situazioni che restano trascurate e lontane dai riflettori del mondo L’Honduras è uno dei Paesi al mondo in cui essere costretti a lasciare la propria casa non significa necessariamente attraversare una frontiera. Molte persone rimangono all’interno del Paese, spostandosi da una città all’altra, da un quartiere all’altro, cercando sicurezza lontano dalla violenza, dalle minacce e dagli effetti sempre più duri della crisi climatica. Eppure questa emergenza resta in gran parte fuori dai riflettori internazionali.... La notizia di Francesco Citterich è a questo link: https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-08/honduras-sfollati-crisi-umanitaria-norwegian-refugee-council.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

Ricostruzioni e descrizioni di Bose per me vergognose

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Assieme a molti ricordi corretti e positivi della figura di Enzo,  lho visto purtroppo anche articoli a mio avviso vergognosi di ricostruzioni fantasiose e false di quanto è accaduto e sul perché del “Decreto singolare” (Melloni), e descrizioni di  Bose come una landa desolata dopo che Enzo è stato costretto ad andarsene (Crosetti), quando é dalla seconda metà degli anni ‘80 la Comunità non è più stata solo il suo fondatore, l’accoglienza è preziosa, curata, disponibile ad ogni esigenza del grande numero di frequentatori che affollano e si alternano settimana dopo settimana. I libri di Enzo sono poi presenti e numerosi in libreria. Anche le foto pubblicate da La Repubblica sono molto datate. Per questo pubblico questo post della Comunità pur essendo già circolato molto e fortunatamente oramai noto ai più. Con le parole del tropario di Pasqua, che cantiamo ogni domenica mattina, quando esprimiamo la nostra fede nella resurrezione di Cristo dai morti, vi diamo la triste notizia ...

Enzo Bianchi: un mio ricordo personale

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Enzo ha compiuto questa sua presenza tra di noi ed ora è per sempre nella vita con il Signore che ringrazio di avermelo fatto incontrare: il 2 agosto 1971 è stato lui ad accogliermi a Bose. Ho molti ricordi personali con lui. Ho conosciuto non solo l’uomo pubblico ma anche il suo caratteraccio, le sue intemperanze nel quotidiano, la sua necessità di essere contro-corrente spesso in modo profetico. Devo molto a lui e a Bose se ho perseverato nella fede al contrario di molti miei amici nei duri anni ’70 a Venezia. L’amore per la Scrittura, la preghiera biblica, l’ecumenismo, i primi rudimenti teologici e liturgici sono nati lì come molte feconde amicizie sia tra i monaci e le monache che vi vivono, sia tra diversi frequentatori conosciuti ponendo radici profonde  Ho frequentato Bose e continuo a frequentarla con continuità soffrendo la frattura che si è consumata. Non è stato facile né per la Comunità, né per lui né per tutti coloro che, compreso me, cercano di vivere il proprio camm...