Post

USA, più minacce che fatti verso l'Europa

Immagine
A voler tracciare un bilancio dei due mandati di Trump sul piano commerciale e della politica estera la prima parola che viene in mente è “ chiusura ”.  Chiusura verso i negoziati multilaterali, ma soprattutto verso un’idea che ha governato la linea politica di molti presidenti prima lui: che gli Stati Uniti dovessero accettare anche costi e impegni non immediatamente vantaggiosi per  garantire la stabilità economica e la sicurezza dei propri alleati . Fin dal suo primo ingresso alla Casa Bianca quasi dieci anni fa, Trump non ha mai nascosto la sua intenzione di cambiare rotta e ha fatto della pressione economica un vero e proprio  strumento di policy . Richiami alla necessità di riequilibrare rapporti commerciali, ultimatum e annunci di dazi sono diventati i principali strumenti per veicolare un solo, semplice messaggio, rivolto tanto agli avversari quanto ai partner: “ Don’t mess with the US ”.   L’Unione Europea è stata, suo malgrado, tra i bersagli di questa impo...

Progetto Rondine: i nuovi 20 giovani dai luoghi di guerra per formarsi insieme

Immagine
Un anno scolastico fuori dai percorsi ordinari per imparare a conoscere sé stessi, convivere con le differenze e trasformare le proprie idee in progetti capaci di incidere nelle comunità di provenienza coinvolgendo anche studenti italiani. I numeri di Sezione Rondine restituiscono la dimensione ormai nazionale del progetto: nell’anno scolastico 2026-27 sono coinvolte  58 scuole e 96 classi in 14 regioni , con  2.130 studenti, 820 docenti formati e 75 tutor . Delle 96 classi attive, 52 sono di nuova attivazione e 44 proseguono esperienze già avviate, mentre 17 classi quinte hanno concluso il percorso. La Lombardia conta 26 scuole aderenti, la Toscana 8; seguono Lazio, Emilia-Romagna, Piemonte e le altre regioni che stanno progressivamente entrando nella rete. A questo link: https://rondine.org/inaugurati-i-percorsi-formativi-2026-27-nellambito-della-giornata-della-virtu-civile-in-toscana-aperto-il-bando-2027-28-del-quarto-anno-rondine-dalla-cittadella-della-pace-la-chiamata-ai-...

Oggi 4 ottobre le elezioni in Brasile

Immagine
Il presidente brasiliano Lula insegue il quarto mandato contro Flávio Bolsonaro, figlio del suo predecessore, in un voto dall’esito tutt’altro che scontato. Queste elezioni brasiliane sono dominate, ancor di più delle precedenti, da campagne di disinformazione, attacchi personali e scandali di varia natura. Si parla poco di programma e molto di più dei casi di corruzione che coinvolgono in maniera più o meno diretta i principali candidati. Lula pensava di aver vita facile contro lo sfidante Flávio Bolsonaro, ma è stato smentito dai primi sondaggi; il figlio dell’ex presidente ha iniziato la sua corsa con una base molto alta di intenzioni di voto e oggi è sostanzialmente appaiato a Lula nei sondaggi. Questo dato ha scatenato una reazione immediata da parte del governo, con il presidente che ha preso tre decisioni profondamente segnate da scopi elettorali: ha aumentato il valore del reddito di cittadinanza (Bolsa Família), annunciato la distribuzione dei farmaci dimagranti attraverso il ...

Haaretz l’appello del giornale:

Immagine
Haartez: “Appello agli israeliani all'estero, tornate per salvare la democrazia” "Un appello urgente agli israeliani all'estero: tornate a casa e aiutate a salvare la nostra democrazia": titola così oggi l'editoriale pubblicato dal quotidiano israeliano Haaretz, in cui si sottolinea l'importanza delle elezioni del prossimo 27 ottobre "dopo quattro anni di governo di estrema destra che ha seminato distruzione e causato danni di proporzioni indicibili". Haaretz ammonisce sulla "catastrofe che colpirebbe Israele se l'attuale governo ottenesse un altro mandato", sostenendo che "un nuovo esecutivo guidato da Benjamin Netanyahu calpesterebbe quello che resta della democrazia israeliana e dell'area liberale, trasformando gli organi di controllo e la magistratura in leali servitori del potere" e "provocherebbe un boicottaggio internazionale contro Israele, finendo per escludere il Paese dalla famiglia delle nazioni democratic...

Un mese dopo. Quale l'eredità di Enzo?

Immagine
  A un mese esatto dalla morte di Enzo Bianchi ci si può chiedere con più serenità quale sia il lascito della sua vita. La mia risposta è Bose che, dalla sua fondazione fino alla sua morte, Enzo agli occhi del mondo ne è certamente stato il volto più riconoscibile . Ho conosciuto altre realtà cresciute intorno a una personalità carismatica ma che non sono riuscite ad andare oltre al loro fondatore. Alcune si sono dissolte rapidamente. Altre sono sopravvissute come semplici custodi della memoria.  Ma Bose è una vicenda diversa perché ciò che è stato generato possiede una vita propria e fin dalla metà degli anni ottanta non è più stata solo Enzo. Molti si sono fermati a leggere l’ultimo decennio, le tensioni, le incomprensioni, le sofferenze che hanno accompagnato la separazione tra Enzo Bianchi e la comunità da lui fondata. Ma Enzo e Bose non sono solo questo e l’avvio per una riconciliazione richiesto ed accettato senza remora o condizione alcuna lo testimonia. Prima delle dif...

Gabriele Boccacini sintetizza la sua posizione sul conflitto israelo-palestinese

Immagine
Gabriele Boccacini sintetizza la sua posizione sul conflitto israelo-palestinese che io condivido totalmente (1) Sono pro-palestinese ma (proprio per questo) anti Hamas; sono anti-Netanyahu ma non anti-israeliano. Insomma sono pro-Israele e pro-Palestina e non sono anti- alcuno dei due. Non voglio avere nulla a che fare politicamente con chi si mischia con gli estremisti e i fanatici religiosi (siano essi israeliani o palestinesi) o con chi li tollera come compagni di viaggio. (2) I crimini sono crimini, chiunque li commetta (palestinesi o israeliani). Quindi e' bene che vengano fuori, che se ne discuta e che si ricerchi la verita' su di essi, senza censure o pregiudizi. Non c'e' crimine degli uni che giustifichi i crimini degli altri,. Le responsabilta' pero' sono sempre individuali e mai devono trasformarsi in atteggiamenti razzisti nei confronti di tutti i membri dell'uno o dell'altro popolo. (3) La pieta' umana non e' selettiva, si rivolge a ...

ONU il vecchio e il nuovo ordine

Immagine
All’Assemblea generale dell’Onu, Guterres si congeda tra gli applausi: nessuna potenza, dice, è davvero “super”. Poi sale sul podio Trump e minaccia l’Iran. Il vecchio ordine esce di scena, il nuovo subentra. L’Assemblea generale 2026 ci consegna una buona e una cattiva notizia. La buona è che, nonostante il senso di declino e impotenza che accompagnano da tempo l’Onu, quasi 130 leader mondiali partecipano al rito annuale dell’Assemblea generale e, soprattutto, Stati Uniti e Iran – in guerra e senza relazioni diplomatiche dirette – hanno trovato proprio al Palazzo di vetro un luogo dove parlarsi. Un canale aperto, quando tutto il resto sembra chiuso. La cattiva notizia è che Trump ha usato il discorso a New York per ribadire la sua concezione dell’ordine mondiale, il suo dubbio amletico sull’Iran: “accordo oppure spazzerò via il Paese”. È la traduzione della sua “ own morality ”: la forza e il giudizio del presidente che prevale sulle regole comuni, sulla legittimità e sul diritto inte...