Gabriele Boccacini sintetizza la sua posizione sul conflitto israelo-palestinese

Gabriele Boccacini sintetizza la sua posizione sul conflitto israelo-palestinese che io condivido totalmente

(1) Sono pro-palestinese ma (proprio per questo) anti Hamas; sono anti-Netanyahu ma non anti-israeliano. Insomma sono pro-Israele e pro-Palestina e non sono anti- alcuno dei due. Non voglio avere nulla a che fare politicamente con chi si mischia con gli estremisti e i fanatici religiosi (siano essi israeliani o palestinesi) o con chi li tollera come compagni di viaggio.
(2) I crimini sono crimini, chiunque li commetta (palestinesi o israeliani). Quindi e' bene che vengano fuori, che se ne discuta e che si ricerchi la verita' su di essi, senza censure o pregiudizi. Non c'e' crimine degli uni che giustifichi i crimini degli altri,. Le responsabilta' pero' sono sempre individuali e mai devono trasformarsi in atteggiamenti razzisti nei confronti di tutti i membri dell'uno o dell'altro popolo.
(3) La pieta' umana non e' selettiva, si rivolge a tutte le vittime innocenti del conflitto (israeliani e palestinesi) Non ci sono morti di serie A o morti di serie B. E si rivolge anche a tutti quanti nei due popoli vorrebbero solo vivere in pace gli uni accanto agli altri.
(4) Non credo in una strategia di lotta basata sullo scontro tra palestinesi da una parte e israeliani dall'altra. Credo nell'unita' tra le forze democratiche presenti nell'uno e nell'altro popolo (e in occidente) contro le forze dell'odio e dell'intolleranza.
(5) Credo che sia un errore politico dividersi in occidente tra pro-Palestina e pro-Israele come se si trattasse di due tifoserie contrapposte e inconciliabili. L'unica causa che merita il nostro tifo e' quella della pace tra i due popoli, uniti in una comune prospettiva di coesistenza.
(6) Rivendico il diritto a smarcarmi dalle narrazioni di parte, a rifiutare il principio per cui "chi non e' con me e' contro di me", a mantenere sempre viva una coscienza critica e autocritica che mi pone all'ascolto e mi fa capire anche le ragioni dell'altro e non mi rende cieco e prigioniero di slogan e dogmatismi.
(7) Qualunque sia la posizione che si abbia nel conflitto, condanno nella maniera piu' ferma la volonta' di chi vorrebbe trasformarlo in un conflitto tra religioni e con grande preoccupazione vedo crescere e diffondersi sentimenti anti-ebraici o anti-musulmani o anti-cristiani. Su questo non accetto dubbi o distinguo.
Sono sempre lieto di confrontarmi, in un contesto di serieta' e con toni di rispetto reciproco, con chi porta avanti posizioni politiche diverse, ma non ho tempo da perdere con chi sa solo insultare o buttarla sul personale senza mai entrare nel merito delle questioni.
Prendo la definizione di "confronto" dalla Treccani proprio per non lasciare alcuna ombra di dubbio su quello a cui miro sul mio profilo: "Nel linguaggio politico, e con significato figurato, la parola confronto si usa in riferimento a un incontro tra sostenitori di idee e di programmi diversi, che ha come obiettivo non la vittoria di una delle parti ma la possibilità di dare vita a un dialogo aperto, sereno ed equilibrato."
Qual e' la vostra posizione? Quali punti condividete e a quali invece no? E perche'? Se mi vorrete far conoscere la vostra posizione in modo rispettoso e senza buttarla sul personale ve ne sara' grato e siete i benvunuti sul mio profilo, che e' aperto a tutti coloro che sono interessati non alla propaganda ma al confronto delle idee.
(Gabriele Boccacini)

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