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Visualizzazione dei post da gennaio, 2026

L’ora della verità?

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    L’ora della verità? Finora, Trump non si è mai trovato davvero di fronte a una volontà europea compatta e determinata nel contrastarlo. Eppure, quando è stato messo davanti a un rapporto di forza credibile, ha già fatto marcia indietro: è successo con Canada, Messico e Cina. “Trump è spesso costretto a ritirare le sue minacce man mano che le circostanze evolvono ”, osserva Daniel Fried,  ex ambasciatore statunitense e membro dell’Atlantic Council. “I suoi alleati europei e il Congresso americano hanno una leva – se decidono di usarla”. Anche all’interno del Partito Repubblicano emergono  segnali di resistenza : alcuni membri del Congresso hanno avvertito che prenderebbero in considerazione l’impeachment qualora Trump tentasse un’azione militare contro la Groenlandia. È vero anche che molte minacce del presidente si sono già rivelate prive di seguito – dai dazi del 100% sui film prodotti all’estero a quelli del 200% sullo champagne, fino al recente annuncio di un’impos...

Usa. tre cardinali contro la politica estera di Trump: “Assalto catastrofico alla pace”

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I cardinali Cupich, McElroy e Tobin: il ruolo morale degli Usa nel mondo è sotto esame Dura presa di posizione di tre cardinali statunitensi contro la linea di politica estera dell’amministrazione Trump. In un documento diffuso da New York, i cardinali Blase J. Cupich, Robert McElroy e Joseph W. Tobin richiamano i principi indicati da Papa Leone XIV nel discorso al corpo diplomatico e denunciano il rischio di una politica fondata su interessi nazionali ristretti, sull’uso disinvolto della forza militare e sull’indebolimento del multilateralismo. https://www.agensir.it/mondo/2026/01/19/usa-tre-cardinali-contro-la-politica-estera-di-trump-assalto-catastrofico-alla-pace/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_campaign=la-newsletter-di-agensir-it_2 https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-01/usa-trump-vaticano-cupich-tobin-washington-mcelroy-america.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

Premio Zayed 2026 (Fraternità Umana): vince l’accordo di pace tra Armenia e Azerbaigian

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Un premio per la cultura del dialogo e la convivenza Oltre all'intesa tra i due Paesi del Caucaso, viene anche riconosciuto l’impegno di Zarqa Yaftali, sostenitrice dell’istruzione delle ragazze dell’Afghanistan. I vincitori saranno premiati dalla Commissione Internazionale del Premio per la Fraternità Umana, istituito nel 2019, il prossimo 4 febbraio ad Abu Dhabi https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-01/premio-zayed-2026-armenia-azerbaigian-pace-afghanistan-donne.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

Israele/Palestina: Il posto fisso nel "Board of peace" si paga e costa almeno un miliardo di dollari

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Secondo i media americani che hanno avuto accesso alla bozza dello statuto, il consiglio ideato dall’amministrazione Trump è su invito e ha un’iscrizione gratuita ma impone una quota miliardaria per decidere in modo permanente su questioni come la ricostruzione di Gaza. Secondo fonti consultate dall’agenzia americana il denaro raccolto attraverso la quota di iscrizione permanente di un miliardo verrà diretta da Trump per realizzare gli obiettivi del board  le decisioni saranno prese a maggioranza e ogni Paese avrebbe diritto a un voto nel consiglio.  Ma sarebbe Trump ad avere l’ultima parola.... A me pare folle l'averlo solo pensato ( BiGio ) https://www.lastampa.it/esteri/2026/01/18/news/board_of_peace_trump_gaza_un_miliardo-15472766/?ref=LSHA-BH-P5-S1-T1

Pizzaballa: trasformare il dialogo cristiano-ebraico e adeguarlo alle società

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  La relazione tra cristiani ed ebrei, da incontro tra élite dovrebbe diventare un colloquio tra le comunità. È la convinzione del patriarca di Gerusalemme dei latini che, alla vigilia della Giornata per il dialogo tra le due religioni, il 17 gennaio, sollecita un rinnovamento nei rapporti  https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-01/pizzaballa-giornata-dialogo-ebrei-cristiani-terra-santa-cei.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

Trump dice che gli Stati Uniti "non dovrebbero nemmeno avere elezioni"

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Il presidente ha dichiarato a Reuters che i suoi successi renderebbero superfluo il voto di novembre. La Casa Bianca sostiene che stesse scherzando. Non si tratta però di un episodio isolato. All'inizio di gennaio, durante un discorso ai repubblicani della Camera riuniti al Kennedy Center, Trump si era già espresso in termini simili. Per approfondire: https://focusamerica.it/trump-dice-che-gli-stati-uniti-non-dovrebbero-nemmeno-avere-elezioni/

India elezioni 2026: i cristiani chiedono fraternità e pace

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In vista delle elezioni che nel 2026 si terranno nei diversi Stati o città, è necessario introdurre misure che possano prevenire la manipolazione delle liste elettorali a danno delle minoranze religiose. Per questo, di fronte alle violenze e alle discriminazioni che i cristiani si ritrovano a subire, c’è bisogno di una nuova Magna Charta dei diritti delle comunità cristiane https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-01/india-cristiani-persecuizoni-politica-riforme-religione.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

Un israeliano e un palestinese porteranno insieme la torcia olimpica

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 «È una storica prima volta. Il nostro è un messaggio di impegno e speranza».  La torcia passerà nelle mani di Maoz e Aziz a Verona in vicolo Chiodo 27 alle ore  18.57 di domenica 18 gennaio. L' israeliano Maoz Inon  nei massacri del 7 ottobre ha perso i genitori,  Aziz Abu Sarah ha perso un fratello nella prima Intifada ed è coinvolto come lui nel movimento pacifista. Hanno partecipato a numerose conferenze internazionali e insieme hanno anche scritto un libro di prossima uscita, “The future is peace”, tra i testi di saggistica «più attesi dell’anno» secondo il New York Times.  Maoz Inon afferma: " se il 7 ottobre ha perso i genitori e molti amici di una vita, ora ho trovato un fratello in Aziz, una persona che crede nei miei stessi valori ispirati a una ricerca di giustizia e pace fondante la nostra tradizione".

Open Doors, salgono a 388 milioni i cristiani perseguitati nel mondo

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Sale di 8 milioni rispetto allo scorso anno, attestandosi a 388 milioni, il numero dei cristiani esposti a persecuzione e a rischio di subire violenze nel mondo. «Si tratta purtroppo di nuovo di un anno record», commenta  Cristian Nani, direttore di Open Doors,  l'associazione che ha pubblicato oggi l’ultimo rapporto sui cristiani perseguitati nel mondo: la World Watch List 2026. «Di questi 388 milioni, 201 sono donne o bambine; mentre 110 milioni sono minori di 15 anni», sottolinea Nani. https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-01/cristiani-violenze-diritti-mondo-dialogo.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

Il Sudan travolto dalla violenza, decine i civili uccisi.

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  Nuove stragi si sono consumate nel Darfur del nord nel contesto del sanguinoso conflitto fra le Forze di supporto rapido e quelle governative. Solo due giorni fa un altro pesante attacco aveva colpito il sud est del Paese, mentre sono migliaia gli sfollati interni... https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-01/sudan-travolto-dalla-violenza-decime-i-civili-uccisi-l-allarme.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

Israele copia gli Usa e si ritira da sette agenzie ONU

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Seguendo le orme degli Stati Uniti, Israele ha deciso di uscire da sette agenzie delle Nazioni Unite. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Gideon Saar, motivando la scelta con l'accusa di un pregiudizio anti-israeliano o una "burocrazia inefficace", riporta il Times of Israel.  Con effetto immediato, Israele esce dall'ufficio del rappresentante speciale del Segretario generale per i Bambini e i conflitti Armati, dall'entità per l'uguaglianza di genere e l'empowerment delle donne (Un Women), dalla conferenza sul Commercio e lo sviluppo, dalla commissione economica e sociale per l'Asia occidentale, dall'Alleanza delle civiltà, dall'Energia e dal forum globale sulla Migrazione e lo sviluppo. ( RaiNews24 )

Israele limita i permessi ai docenti, chiuse scuole cristiane a Gerusalemme.

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Faltas: "Vietato l'ingresso a chi ha titoli di studio palestinesi " "A Gerusalemme i bambini e i ragazzi che frequentano le scuole cristiane non sono potuti tornare a scuola per iniziare il secondo semestre dell'anno scolastico in corso. Il motivo che ha causato la chiusura delle scuole è un rinnovo limitato dei permessi agli insegnanti della Cisgiordania che lavorano nelle scuole di Gerusalemme". Lo denuncia il direttore delle Scuole di Terra Santa padre Ibrahim Faltas, spiegando all'Ansa che alcuni docenti non hanno il permesso, altri solo per alcuni giorni. "È la prima volta che accade e questa situazione limita il diritto all'istruzione per migliaia di studenti e la possibilità di lavorare a centinaia di insegnanti e di dipendenti scolastici". L'ingresso a Gerusalemme e la possibilità di lavorare nelle scuole cristiane "è praticamente vietato a chi ha titoli di studio palestinesi e a chi non ha documenti d'identità di Gerus...

Proteste in Iran: quali scenari per il futuro

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  All’interno dell’Iran, l’ipotesi di un intervento straniero divide profondamente l’opposizione. C’è chi vede negli Stati Uniti  un possibile acceleratore del cambiamento  e chi teme che qualsiasi azione militare finisca per  rafforzare la narrativa del regime  sulla presenza di una ‘regia straniera’ delle proteste, legittimando la repressione e aggravando il caos. Resta inoltre aperta la questione del metodo: la densità di popolazione a Teheran – circa 12 milioni di abitanti – rende estremamente rischiosa qualsiasi campagna aerea mirata, come dimostrato dagli attacchi israelo-americani di giugno, che avrebbero causato oltre mille morti. Gli analisti sottolineano come, al di là delle dichiarazioni, l’amministrazione Trump non sembri disporre di  una strategia pronta e strutturata . Non si registrano significativi spostamenti di risorse militari statunitensi e partner regionali come il Qatar chiedono moderazione. Il regime iraniano, già indebolito dalle gue...

Hamas scioglierà il suo governo quando si insedierà il comitato tecnico

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Hamas ha fatto sapere che scioglierà il suo attuale governo nella Striscia di Gaza quando un comitato direttivo di tecnocrati palestinesi avrà preso il controllo del territorio, come previsto dal piano di pace mediato dagli Stati Uniti. Hamas non ha fornito dettagli sulle tempistiche di questo cambiamento. Hamas e l'Autorità Nazionale Palestinese non hanno ancora annunciato i nomi dei tecnocrati, che non dovrebbero essere esponenti politici; non è inoltre chiaro se tali figure riceveranno il via libera da Israele e dagli Stati Uniti. Il Consiglio di Pace dovrebbe supervisionare il governo e altri aspetti del cessate il fuoco entrato in vigore il 10 ottobre, tra cui il disarmo di Hamas e l'invio di una forza di sicurezza internazionale.

Produrre energia elettrica dalla pioggia: una nuova tecnologia

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I ricercatori della Ulsan National Institute of Science and Technology in Corea del Sud, hanno inventato una nuova tecnologia in grado di generare elettricità dalle gocce di pioggia. Il dispositivo, chiamato Droplet-based Electricity Generator, rappresenta un’evoluzione dei sistemi triboelettrici finora sperimentati e utilizza una superficie superidrofobica realizzata con un polimero rinforzato in fibra di carbonio, un materiale leggero e resistente già impiegato in ambito aerospaziale. Quando una goccia colpisce la superficie, l’impatto produce una separazione di cariche che viene immediatamente convertita in un segnale elettrico. Ogni singola goccia è in grado di generare tensioni fino a 60 volt, dimostrando la scalabilità del sistema e la sua potenziale applicazione in contesti reali. Oltre alla produzione di energia, il sistema è progettato per alimentare sensori e sistemi di gestione delle acque meteoriche, attivando in autonomia dispositivi di drenaggio e monitoraggio senza bisog...

Israele non rinnova il visto del vice parroco di Gaza. Deve lasciare la missione dopo 8 anni

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E' stato nei  primi sette mesi  della guerra, il volto della parrocchia della  Sacra Famiglia di Gaza . Era stato padre  Yusuf Asad  infatti,viceparroco, ad organizzare quella gigantesca macchina dell'accoglienza quando cominciò l'offensiva di Israele nella Striscia dopo gli attacchi terroristici di Hamas del 7 ottobre.In quei giorni infatti padre  Gabriel Romanelli  era fuori dalla Striscia per acquistare delle medicine e ha impiegato diversi mesi per ottenere il permesso di tornare. In quelle settimanepadre Yusuf si è occupato, insieme alle religiose che vivono nel compound della parrocchia, di  tutte le necessità  della gente.Ora padre Yusuf, missionario del Verbo Incarnato, originario di Asyut, in Egitto, dovrà lasciare Gaza. "Sfortunatamente, non gli stanno rinnovando il visto per stare qui, quindi  dovrà partire per un'altra missione" , riferisce in un video lo stesso Romanelli. "I suoi superiori gli diranno a tempo debito" la nuov...

La dottrina "Donroe" e il ritorno alle sfere d'influenza. Il dilemma europeo

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Dal Venezuela alla Groenlandia, passando per il sequestro di petroliere russe, la Dottrina ‘Donroe’ segna uno spartiacque per l’ordine internazionale e pone l’Europa davanti a un dilemma: adattarsi all’egemonia americana o prepararsi a contrastarla. Per l’Europa, che ha assistito con sgomento all’intervento americano in Venezuela, il corollario Trump comporta grandi cambiamenti. Se la preoccupazione più immediata riguarda l’Artico e la Groenlandia,  il sostegno all’Ucraina e la sicurezza del continente  vengono subito dopo. I 27 si trovano di fronte a un bivio: assecondare o resistere alle ambizioni di Washington. Entrambe le strade hanno un costo. Trovare un accomodamento può preservare l’armonia transatlantica nel breve periodo, ma significherebbe legittimare lo smantellamento dell’ordine basato su regole, mostrando inoltre che la pressione sull’Europa funziona. Resistere, al contrario, avrebbe costi politici e strategici elevati e richiederebbe una coesione interna tutt’alt...

Le lancette della storia riportate al colonialismo ottocentesco

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Donald Trump ha ufficialmente ritirato gli Stati Uniti da 66 organizzazioni internazionali 31 delle quali dell’Onu. Tra queste la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 1992. Ha ritirato la partecipazione Usa dalle agenzie sui diritti umani, sulla scienza, sulla salute, su tutto ciò che abbia a che fare con la cooperazione internazionale. Di fatto stacca gli Stati Uniti dalla comunità internazionale e li proietta in una realtà nella quale non esistono accordi, leggi, norme internazionali. Esiste solo la legge del più forte. A me tutto questo non sconcerta, fa paura. Se in meno di un anno (ha giurato il 20 gennaio 2024) fatto tutto quello che conosciamo, cosa dobbiamo attenderci nei prossimi 3 anni della sua presenza alla Casa Bianca? ( BiGio ) Da notare che i sondaggi sull'approvazione degli statunitensi di Trump per il sito "Focus America" alla data di oggi afferma che il 54,7% lo disapprova . La raffinata metodologia usata permette di ...

Epifania, Lorefice celebra allo Zen. Il parroco: "Avanti con coraggio"

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Dopo i due episodi di spari intimidatori contro la chiesa di San Filippo Neri a Palermo la gratitudine di padre Giovanni Giannalia per la vicinanza dimostrata dall'arcivescovo Corrado Lorefice, che nel giorno dell'Epifania del Signore, ha presieduto la celebrazione eucaristica nella parrocchia colpita. https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-01/chiesa-criminalita-palermo-solidarieta.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

Maduro non è il primo ...

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Messe in fila le volte in cui gli Stati Uniti hanno deposto un governo dell'America Latina: sono tante L’attacco con cui sabato gli Stati Uniti hanno catturato il presidente del Venezuela  Nicolás Maduro  e la moglie Cilia Flores non è certo il primo intervento militare fatto per deporre il leader di un paese dell’America Latina e cercare di installare un governo amico. In passato ci sono state diverse operazioni di questo tipo, a volte molto appariscenti e realizzate con un’azione militare diretta, come è stato il caso per Maduro, a volte con operazioni di intelligence più discrete... https://www.ilpost.it/2026/01/04/interventi-stati-uniti-america-latina/

Palermo, ancora spari contro la parrocchia dello Zen

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Continuano i gravi atti intimidatori contro la chiesa di San Filippo Neri, nel capoluogo siciliano. A distanza di pochi giorni da un precedente episodio, ignoti hanno esploso colpi d’arma da fuoco che hanno colpito e danneggiato l'edificio, luogo simbolo di fede, di aggregazione e di riscatto sociale per l’intera comunità del quartiere.  https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-01/italia-chiesa-mafia-societa.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT L'episodio precedente a questo link: https://spigolando-spigolando.blogspot.com/2026/01/intimidazione-parrocchia-zen-palermo.html

il nuovo sindaco di New York ha giurato sul Corano: scandalo? Io la penso così ...

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Nei social ho incontrato molti post sdegnati perché il nuovo Sindaco di New York ha giurato posando la mano sul Corano. Apriti cielo: è la fine della nostra società cristiana causata dall'immigrazione islamica.  Negli Usa il giuramento deve essere fatto su di un libro “sacro” per chi sta assumendo un incarico pubblico e può essere un qualsiasi testo che rappresenti e impegni i valori di verità, uguaglianza e giustizia.  Per esempio ho scoperto grazie a un post di Adriano Virgili che nel  2023 il deputato democratico Robert Garcia ha prestato giuramento su una copia originale del 1939 di Superman n.1, presa in prestito dalla Library of Congress. Per lui, immigrato arrivato da bambino, quel fumetto rappresentava i valori della sua nazione meglio di qualsiasi altra cosa. Zohran Mamdani è un mussulmano sciita e ha scelto il Corano. A me avrebbe fatto scandalo se avesse usato la Bibbia, sarebbe poi stata una farsa per la società civile. L’importante ora è la sua coerenza umana...

Iran: la protesta del carovita. Sintesi e prospettive

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Le proteste in Iran si stanno ampliando, ma restano lontane dall’ampiezza dei movimenti del 2019 e del 2022. I manifestanti faticano a mobilitare ampi strati della popolazione e a esprimere rivendicazioni realmente condivise. Oggi le istanze si articolano su tre filoni principali: la contestazione delle riforme economiche e del deprezzamento della moneta, la richiesta di porre fine alla Repubblica islamica e, in misura minore, il ritorno della monarchia. In questo quadro, appare difficile che l’attuale mobilitazione possa produrre un cambiamento radicale, soprattutto finché gli apparati di sicurezza e lo stato profondo si mostreranno compatti nel difendere il sistema costituito. Nonostante le crescenti difficoltà, Ali Khamenei e l’assetto politico-istituzionale da lui plasmato sembrano ancora saldamente al comando; senza un cambio di passo, le proteste rischiano di ottenere come unico risultato l'indebolimento del fragile governo riformista e mettere ancor più in mostra l’incapacit...